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Quando la vita scorre a 56K

di Federico Curatola 

Federico CuratolaAncora appelli dal pianeta dei senza-Adsl dell’Area Grecanica. Un senso diffuso di esclusione da un mondo che sta cambiando a grande velocità e che grazie alla banda larga regala nuove opportunità di lavoro e di sviluppo e naturalmente di svago. In tanti al momento non possono proprio far parte di questo ‘club’.

Gran parte della popolazione dell’Area Grecanica, territorio già fortemente penalizzato, è ancora in buona parte scoperta dal servizio. E la rabbia aumenta. Sulla statale 106, questo è un paradosso, Melito ha la copertura, Condofuri Marina ha la copertura, ma Marina di San Lorenzo, che sta in mezzo non ce l’ha ed è ancora attaccata al vecchio e lento modem 56k.

La soluzione che propone Telecom? Semplice, installare una borchia Isdn per navigare più velocemente. Grazie dell’informazione, ma stiamo parlando di banda larga, di possibilità, di contatti istantanei, di raggiungere il “mondo” in pochi centesimi di secondo.

E penso ai paesi interni quelli in cui forse sarebbe più necessario avere una connessione veloce e sicura, come Staiti, Palizzi, Bova, Bagaladi, San Lorenzo, paesi che sono sede di importanti attività che devono avere la possibilità di farsi raggiungere con un click ed entrare in rete”. Le segnalazioni si susseguono, spesso si sovrappongono. E suonano sempre più come appelli di chi chiede almeno di essere ascoltato, di chi non vuol essere considerato cittadino di serie B.
E ci sono enti pubblici che non riescono a mandare e-mail, commercianti che non possono vendere on-line, studenti che a fatica scaricano le dispense universitarie. Tutto ciò è intollerabile e anche molto frustrante.
Ma è così che funziona l’Italia, paese in cui la qualità di una vasta serie di servizi, dalla buona ricezione del segnale tv terrestre a una buona assistenza sanitaria, dipende dalla fortuna di abitare nella zona giusta. E ancora si ciancia di modernità.

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